IL CUORE D'EUROPA

Le Alpi, uno degli ultimi grandi spazi naturali d’Europa

Le Alpi sono uno degli ecosistemi montani più intensamente sfruttati al mondo. Nonostante ciò, rappresentano una delle aree più selvagge e ricche di biodiversità in Europa.
Le Alpi - una delle ultime aree rimaste con grandi spazi naturali nell’Europa centro-meridionale - sono remote ma al tempo stesso vicine. Tolgono il respiro. Ci incantano. Sono una delle ultime roccaforti della natura. Una delle catene montuose più estese e più alte al mondo, le Alpi formano un arco che va da Nizza a Vienna, coprono otto diversi Paesi e qui vivono oltre 14 milioni di persone.
Ma neanche i suoi picchi sono immuni dagli effetti dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici.
Per conservare la ricchezza naturale delle Alpi, si è reso necessario un nuovo approccio alla conservazione.
WWF Italia, WWF Austria, WWF Francia, e WWF Svizzera da anni lavorano insieme grazie al coordinamento del Programma Alpi Europeo (European Alpine Programme - EALP), con l’obiettivo di attuare una strategia transfrontaliera per la conservazione della natura

English

Alps tops of Europe

The Alps – one of the last remaining areas with truly wild places in central Europe – are remote.
They are breathtaking. They are beautiful. They are one of the last strongholds of nature.

Forming a massive arc from Nice to Vienna, the Alps are also one of the largest and highest mountain ranges in the world. Dynamic natural processes continuously reshape the landscape and are the driving force for biological diversity.

But even the mightiest alpine peaks are not safe from the effects of urbanisation and climate change.

Link panda.org/alps

Considerate fra le catene montuose più estese e più alte al mondo, con vette che dominano il continente europeo, le Alpi rappresentano una delle ultime roccaforti della natura d’Europa.

Formano un arco di 1.200 km di lunghezza, che va da Nizza a Vienna, con quote massime fino ai 4.800 metri, coprono otto diversi Paesi (Principato di Monaco, Francia, Italia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria e Slovenia) e ospitano stabilmente oltre 14 milioni di persone, distribuite in circa 6.100 comunità. Su queste basi si fonda il loro grande patrimonio culturale e naturale.

150 milioni di persone attraversano ogni anno le Alpi 30.000 specie animali e 13.000 specie vegetali sono presenti sulle Alpi. Le piante vascolari presenti nell’area alpina rappresentano il 39% dell’intera Flora europea.

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IL NOSTRO LAVORO

Il lavoro del WWF sulle Alpi

mappa-EALP-ENIl nostro obiettivo è preservare il patrimonio naturale delle Alpi per le future generazioni. Un compito arduo ma che ci appassiona visto che sappiamo quanto questa catena montuosa sia importante per l'intero continente.

In che modo ci prendiamo cura delle Alpi? Innanzitutto considerando i problemi che le affliggono a scala panalpina. Siamo fortemente convinti che i problemi delle Alpi non si fermino ai confini nazionali, ma che vadano considerati su scala sovranazionale per trovare soluzioni convincenti.

Abbiamo identificato zone particolarmente significative dove lavorare lungo tutte le Alpi (a destra) che spesso e volentieri sono zone di confine tra diversi paesi.

In secondo luogo, coinvolgendo i portatori d'interesse nazionali, regionali e locali per trovare soluzioni condivise. Un approccio che ha portato risultati, per esempio, nella conservazione dei grandi carnivori, anche se molto ancora può essere fatto.

Infine, basandoci sempre su metodologie e teorie strettamente scientifiche. Siamo convinti che una solida conoscenza scientifica sia indispensabile per trovare soluzioni condivise da tutti gli attori in gioco.

Per saperne di più sul Programma Alpi Europeo del WWF, scarica la brochure (in inglese).

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SPECIE

Lupo

Lupo A. Cambone, R. Isotti – Homo ambiens

Il lupo in Italia: da una stima di circa 100 esemplari di lupo nei primi anni ‘70 si è passati a una attuale di circa 800-1000 lupi. Un grande successo.

Status e distribuzione del lupo

La popolazione di lupo (Canis lupus) in Italia ha subito, negli ultimi venti anni, notevoli cambiamenti sia nel numero sia nella distribuzione. Da una stima di circa 100 individui di lupo nei primi anni ‘70 si è passati a una attuale di 800-1000 lupi. Ancora più importante è l’aumento dell’areale di distribuzione del lupo che oggi occupa sostanzialmente tutta la catena appenninica dalla Calabria alle Alpi Marittime e anche la catena alpina andando a ricongiungersi nelle Alpi orientali con animali provenienti dalla popolazione slovena. 

Questa espansione del lupo è in continua evoluzione, ed è probabile che la specie continui ad allargare il suo areale verso nord ricolonizzando gradualmente tutte le Alpi franco-italiane e presto anche italo-svizzere. La popolazione italiana di lupo è stata in passato descritta come sottospecie distinta, ma recentissime analisi hanno dimostrato che la distanza genetica del lupo italiano dalle altre popolazioni europee è nei limiti di una normale variabilità intra-popolazionale. La genetica ha messo in luce anche una caratteristica unica del lupo italiano che permette il suo riconoscimento attraverso il DNA mitocondriale. La specie di lupo (popolazione italiana) è inserita dall'IUCN nella categoria di minaccia VU-Vulnerable (vulnerabile).

Ma nonostante l'espansione gegrafica e demografica, il lupo continua ad essere una specie minacciata per almeno due ragioni: la prima è l'alto numero di esemplari abbattuti illegalmente in Italia (15-20% della popolazione totale), la seconda è la forma dell'areale di distribuzione che è allungato sulla catena appenninica e frammentato da aree di qualità molto diverse tra loro.  Si stima che ogni anno vengano uccisi oltre 100 lupi.

Biologia del lupo

Il lupo italiano è ormai abituato a convivere con alte densità umane e con le molteplici attività antropiche con le quali ha imparato a trovare compromessi. La sua attività è concentrata nelle ore notturne. Di giorno riposa nelle aree meno disturbate del suo territorio, che ha una dimensione media di 150-250 kmq. Il lupo percorre non più di una decina di chilometri per notte, mentre i giovani possono percorrere distanze molto più lunghe. 

Anche se mancano buoni dati per l’Italia (un solo caso di 85 km percorsi in una settimana), il lupo ha una capacità di spostamento e ricolonizzazione sufficiente per comparire sporadicamente quasi in ogni parte della penisola. Ciò spiega la presenza anche in tempi e luoghi nei quali la specie di fatto non vive in forma stabile.

La conservazione del lupo

Nonostante l’espansione geografica e demografica, il lupo italiano continua a essere una specie minacciata per almeno due ragioni: la prima è l’alto numero di esemplari abbattuti illegalmente in Italia (15-20% della popolazione totale), la seconda è la forma dell’areale di distribuzione che è allungato sulla catena appenninica e frammentato da aree di qualità molto diversa tra loro. 

Il bracconaggio resta il principale fattore di controllo della popolazione, con tempi e modi che spesso pongono seri problemi di conservazione delle piccole popolazioni locali. In particolare risulta estremamente dannoso l’uso di bocconi avvelenati. Ciò comporta dei vuoti importanti nella continuità degli areali e pone seri ostacoli al rimescolamento delle popolazioni. Questi vuoti lasciano spazio ai cani randagi e rinselvatichiti che, se riescono a stabilire dei forti nuclei locali, impediscono la ricolonizzazione da parte del lupo. Il bracconaggio avviene da parte di allevatori in difesa del bestiame domestico e di cacciatori. 

La sopravvivenza del lupo non è legata alla carenza di fonti alimentari adeguate che in Italia non mancano, sia nella forma di ungulati selvatici che di bestiame domestico o rifiuti (a seconda delle aree), tanto meno dipende dalla disponibilità di aree di rifugio sufficienti a offrire spazi al riparo dal disturbo umano.

GRANDI CARNIVORI

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PROBLEMI

Cambiamenti climatici Cambiamenti climatici
La temperatura aumenta e la fusione dei ghiacciai accelera. Le misurazioni realizzate dagli esperti dell’Istituto Meteorologico italiano sul ghiacciaio Ciardoney (Gran Paradiso) hanno rilevato un ritiro frontale di 20 metri e una perdita di spessore di circa 2 metri. Nuove… APPROFONDISCI >
Fiumi Fiumi
Solo il 10% dei fiumi delle Alpi è ancora in condizioni naturali o semi-naturali. I sistemi idrici alpini sono stati pesantemente alterati e degradati. Le aree ripariali, fondamentali per la regolazione delle inondazioni, sono state convertite in superfici agricole o… APPROFONDISCI >
Foreste Foreste
Boschi e foreste sono tra i più importanti ambienti delle Alpi. Tuttavia, la maggior parte delle foreste nei fondo valle, comprese le foreste di particolare valore, sono già andate perdute a causa degli insediamenti, delle infrastrutture e della regimazione dei… APPROFONDISCI >
Turismo Turismo
Il settore turistico gioca un ruolo economico e sociale importante nella regione delle Alpi. Secondo la World Tourism Organization, ogni anno visitano la regione alpina più di 100 milioni di persone, che costituiscono circa il 12% dei turisti a livello… APPROFONDISCI >
Trasporti Trasporti
Lo sviluppo di una fitta rete di infrastrutture ferroviarie e stradali impone un pesante tributo in termini di consumo di territorio, traffico, rumore e inquinamento atmosferico. Ed è anche la causa prima della frammentazione degli habitat, principale elemento di rischio… APPROFONDISCI >
Urbanizzazione Urbanizzazione
L'espansione urbana minaccia le ultimissime vestigia naturali nelle regioni pianeggianti delle Alpi. Le valli del Rodano, del Reno, dell'Inn, dell'Adige e degli altri fiumi principali sono facilmente accessibili e quindi più esposte all'urbanizzazione: hanno già perso gran parte della loro… APPROFONDISCI >

SOLUZIONI

Programma Europeo Alpi

Il nostro obiettivo è conservare il patrimonio naturale delle Alpi per le future generazioni. Le Alpi sono riconosciute come un'area importante per la conservazione a livello mondiale e sono state incluse dal WWF nelle Global 200 - che riunisce le 238 ecoregioni rappresentative degli habitat e delle specie più importanti… Continua...

Turismo

Le 10 proposte WWF per un turismo sostenibile nell’arco alpino Acqua. Recepimento e applicazione del Protocollo Turismo nella legislazione nazionale e regionale e allineamento delle politiche nazionali e regionali turistiche e dei relativi finanziamenti di supporto, alle indicazioni contenute negli articoli del Protocollo Turismo. Si richiede, inoltre, che si tenga… Continua...

WWF in soccorso dei fiumi alpini

Il nostro obiettivo è avere una migliore condizione dei bacini idrografici alpini, con habitat protetti, ripristinati, e interconnessi. Tutte le città, vicine o lontane, fanno affidamento sui bacini alpini per le loro esigenze di acqua potabile e per la fornitura di energia idroelettrica. Ma la pressione delle attività umane e… Continua...

Grandi carnivori, convivere con l’orso, il lupo e la lince

Dopo aver rischiato lo sterminio, i grandi predatori hanno fatto lentamente ritorno sulle Alpi. La ricostituzione di grandi aree boschive naturali e l'abbondante presenza di ungulati, insieme all' istituzione di trattati internazionali di tutela, quali la Convenzione di Berna, sono stati fattori importanti per il ritorno dell' orso, della lince… Continua...

Corridoi ecologici per collegare la Natura

La nostra vision: preservare la funzionalità dei più importanti corridoi ecologici delle Alpi Per essere efficaci le aree protette devono anche essere accessibili agli animali e alle specie vegetali. Molte specie alpine sono relegate in poche 'chiazze' di habitat isolati e hanno scarse possibilità di espandere il proprio areale e crescere… Continua...

Aree prioritarie: le "perle" delle Alpi

Il nostro obiettivo: salvaguardare una porzione rappresentativa della biodiversità alpina attraverso il lavoro del WWF nelle aree prioritarie di conservazione delle "Perle" delle Alpi. L'European Alpine Programme del WWF ha consultato i maggiori esperti delle Alpi per identificare le aree geografiche più importanti per la sopravvivenza della flora, dei mammiferi,… Continua...

COSA PUOI FARE TU

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2

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Il ritorno dell’orso bruno sulle Alpi è uno degli eventi più importanti degli ultimi anni. Con l’istituzione del “Large Carnivores Team” costituito da esperti di Italia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia, il WWF porta avanti azioni coordinate in difesa di questo magnifico animale.

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